Documè lungo i binari…una storia d'altri tempi. Ovvero la missione del Capotreno Egidio che porta giusto in tempo a Viterbo “I Malestanti”. Cronaca di Francesco Antonaroli della sede Viterbese di Documè presso S.Orsola La settimana inizia con sms, telefonate ad amici e a tutti i “sensibilimotivatiappassionati” , e-mail con la redazione dei quotidiani locali (2 non di più per giunta noiosi-annoiati) i quali ammirano la perseveranza e l'entusiasmo con cui proponiamo l'appuntamento con documè , martedì nell'ex-chiesa di S.Orsola; nel pomeriggio una telefonata …011 Torino ..6694… documè …? - si, sono Francesco, ciao Silvia come và … il film ..si.. I Malestanti si, dovrebbe essere arrivato..certo ..certo appena sono in sede controllo…. ti chiamo subito.- Siamo molto credenti, noi della associazione. - Ciao Silvia. No, non è ancora arrivata. Colpa delle poste privatizzate, postini co.co.co che non conoscono la città.- Mille ipotesi. Giro di telefonate per accertarsi che nessuno della band abbia ritirato la cassetta dei I Malestanti. Intanto mi avvio con passo deciso verso le poste centrali viterbesi. Fortunatamente sono aperte. - Nulla?- per cortesia, può controllare meglio?.. Accidenti! - Serata ansiosa all'insegna del bluff: senza batter ciglio, senza incertezze, tutti gli amici, appassionati, associati che incontro sanno che…lo slogan è… martedì con documè , fedeli all'appuntamento. Finalmente con una telefonata intorno le 12,30 il corriere mi avverte di un pacco – in che via – si , si ..ah…ma occorre la firma.- Ok. Ok. Corro dal corriere… E' pesante e questa pesantezza mi rassicura, mi dà certezza come sono certo che non tradirò l'appuntamento con documè. Locandine , cassette, cassette, …. I Malestanti però…non ci sono. Telefonate disperate da nord al centro intermezzate da amici e “affecionados” che mi chiedono del film documè , confermo h. 22,00 spaccate, raccomandandogli la puntualità con l'umore del bleffatore abituato a spuntarla in ogni evenienza. Riesco a contattare Marco Venditti, uno degli autori, nel tardo pomeriggio. E' simpatico e disponibile, è preoccupato come me e adesso come noi dell'associazione, con loro ho smesso di bleffare. Siamo in quatto a pensare come arrivare alle 22,00 con “I Malestanti”. Con documè occorre costanza ci ripetiamo. Viterbo Roma 90 km. Pochi in automobile ma temuti da tutti. SOS a tutti i naviganti pendolari viterbesi, i più sfigati, intrattabili quando sono a Roma, hanno un solo desiderio: tornare a casa, velocemente. Nemmeno la parola d'ordine documè li riporta nell'umanità, nello spirito dell'associazione ( hhaaoo siamo nella chiesa di S.Orsola). Rimane un tentativo: stazione ostiense, Marco Venditti abita “sull'ostiense”, ce l'ha può fare. Convinciamo Marco a chiedere, pregare, supplicare ( gente di chiesa, noi) i pendolari diretti a Viterbo di viaggiare insieme con “I Malestanti”. Quando uno riesce a ricomporre una classe elementare degli anni sessanta (Marco) fotografarla oggi, a Tiburtino III… Marco, anche se da solo ce la fa. E con classe, ma non la prima….di più, Marco è andato oltre. E me lo conferma con una telefonata dicendomi che ha convinto il capotreno, il capodiligenza di Roma Ostiense/Viterbo PortaFiorentina. Si chiama Egidio. Il capoconvoglio non ha avuto timore a prendere in consegna una cassetta diretta a Viterbo, città delle recenti bombe AnarchicoInsurrezionaliste. Un eroe della locomotiva. Egidio conosce la parola d'ordine documè . Durante il viaggio il capotreno riferisce di aver canticchiato, sottovoce, tra i suoni della locomotiva in fuga.. documè documè . Aveva timore di dimenticarsi e canticchiava tra se e se, consapevole di avere una missione in più in quella serata piovosa nella campagna laziale. Con il fiato sospeso guardo l'orologio rotondo, in alto. Piove e sono le 21,30. Ora prevista a Porta Fiorentina 21,25. Appuntamento h.22,00 avevo ribadito: documè “I Malestanti”. La stazione non dista molto da S.Orsola. A Viterbo tutto appare distante ma contavo di far due chiacchere con Egidio, ascoltare la sua voce da capotreno temerario, ….hanno annunciato il treno, Egidio lo fa fischiare quattro volte. No Egidio non tradisce. Corro verso la punta del convoglio. Chiamo Egidio. Nel buio una voce mi incrocia e mi conferma che Egidio si trova nella cabina. Salgo. No, mi arrampico e urlo –Egidio.. documè .. sono Francesco. - Apre la porta e vedo, in mezzo a tanti strumenti, “I Malestanti” in bella mostra, con autorità. Egidio è alto, robusto un ferroviere insomma. Con sguardo fiero mi consegna la cassetta. Gli sguardi si incrociano e come da copione: – documè? Ma certo.- Seguono sviolinate di ringraziamenti e invito Egidio a vedere I Malestanti. Lui chiede –quando? Io rispondo –ora. Sono 21,45. Per lui è impossibile e velocemente gli spiego che a breve potrà vedere i filmsdocumentario in tutte le stazioni perché stiamo aprendo dei nodi in tutta Italia, è sufficente cercare sul web ….basta la parola d'ordine documè . Ciao Egidio e grazie. I Malestanti vide la luce riflessa in S.Orsola, Viterbo alle ore 22,10 di martedì 30 marzo come da programma. Fedeli alla linea. Vittorio De Seta è di chiesa in S.Orsola (vedere programma Festival del corto '03, associazione FrisigelloVT). E' favoloso. Non la folla, ma molti sono rimasti fino a tarda notte. Molti sono studenti della capitale. Conoscono Tiburtino III e la periferia dei lupi. C'è rabbia nelle chiacchere-dibattitto. A S.Orsola è d'obbligo il confronto, lo scontro il ritrovarsi. E' costantc e assiduo come l'appuntamento del martedì ore 22,00, spaccate con Documè.Francesco
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