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| Porca miseria | |||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| di Armando Ceste | |||||||||||||||||||||||||||||||||||
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In contrasto con il look scintillante della città olimpica, Torino si scopre più povera della media nazionale, con il 12% di popolazione disagiata. La povertà tocca oltre 100.000 torinesi, 40.000 nuclei familiari nell’area metropolitana, escludendo gli immigrati extracomunitari.
Questi dati sono stati elaborati dai 70 centri d’ascolto della Caritas diocesana e presentati pubblicamente in un dossier-chock nella primavera del 2004 suscitando molta attenzione e polemiche. Ma chi sono i nuovi poveri? Qual’è la soglia che definiamo 'di povertà'? Partendo da queste domande prende il via il viaggio di "Porca miseria", in cui si raccontano storie di persone diverse in luoghi e contesti diversi, ma con un denominatore comune, il lavoro. Storie come quella di Rodolfo il cassintegrato che non riesce trovare un altro altro lavoro perché a cinquant’anni è considerato troppo vecchio. Ma lui resiste, non si arrende. E poi ci sono i giovani alla ricerca di un primo lavoro, ma che trovano solo precarietà, sfruttamento e assenza totale dei fondamentali diritti. E allora non rimane altro che ricorrere alle preghiere a San Precario perché faccia qualche miracolo. Poi c’è il pensionato che dopo aver lavorato tutta una vita per garantirsi una vecchiaia serena adesso non ce la fà più ad arrivare a fine mese e sperimenta in un supermercato, una rischiosa forma di spesa creativa. E poi c’è chi la fame la sta facendo come scelta politica. Come alcune coriste del Teatro Regio di Torino che oltre cantare (non a caso il Requiem di Mozart) fanno anche lo sciopero della fame per protestare contro i tagli finanziari alla cultura e per la difesa del posto di lavoro. Infine Ivano, un senza fissa dimora, che dopo aver lavorato per molti anni in fabbrica ha scelto di vivere per strada chiedendo l’elemosina. Come in una sorta di siparietto, ognuno di questi episodi verrà introdotto dai musicisti multietnici dell’Orchestra di Porta Palazzo. Narratori e compagni di questo viaggio sono lo scrittore Erri De Luca, il direttore della Caritas diocesana Pier Luigi Dovis, Egi Volterrani, e inoltre rappresentanti di associazioni del volontariato, sindacalisti, operatori dei servizi sociali, che si sono fatti carico delle sofferenze e delle fatiche del vivere quotidiano di queste persone in difficoltà. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||
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