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| We are the poors - Cronache dal Sudafrica | |||||||||||||||||
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| di Michele Citoni | |||||||||||||||||
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Nel nuovo Sudafrica l'uguaglianza è ancora un sogno.
Le regole formali dell'apartheid razziale sono state abolite, ma a prenderne il posto sono quelle dell'apartheid di classe, inscritte nei codici della globalizzazione neoliberista. Il video, girato in occasione del summit dell'ONU sullo sviluppo sostenibile tenuto a Johannesburg, racconta la crescita dei nuovi movimenti sudafricani che si battono contro le privatizzazioni e i tagli dei servizi di base (elettricità, acqua, casa) e per la restituzione delle terre espropriate dai colonizzatori bianchi. Dal viaggio attraverso le township e gli insediamenti informali (luoghi in cui la povertà si intreccia al degrado ambientale e sanitario), dalle parole della gente comune ("Perchè in Sudafrica ci sono più conferenze che posti di lavoro?", si chiede un ragazzo) come di militanti, giornalisti e studiosi (tra cui Patrick Bond, Naomi Klein, Andile Mngxitama, Trevor Ngwane, Zwelinzima Vavi, Mangaliso Kubheka) emergono i volti di una protesta collettiva sempre più estesa, sebbene fluida e carsica. Essa si esprime con il canto, il ballo, il teatro di strada come nella tradizione della lotta di liberazione dei neri, ma oggi si rivolge in modo radicale, senza mediazioni, contro il tradimento delle promesse di quella lotta. I nuovi protagonisti della protesta sociale non si ritrovano insieme in quanto neri. La loro identità si riassume piuttosto in una semplice definizione coniata a Durban: "we are the poors". | |||||||||||||||||
| Italia - 2002 - 33’ - DVD - Michele Citoni << Torna indietro | |||||||||||||||||
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